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I falsi miti sul mal di schiena: Postura, Ernia del disco e Core Stability (Seconda parte)

Mal di schiena falsi miti

Nella prima parte dell’articolo che ho pubblicato la settimana scorsa e puoi trovare a questo link (http://www.osteopata-roma.com/falsi-miti-sul-mal-schiena-postura-ernia-del-disco-core-stability-parte/) sono andato a sfatare alcune delle principali false credenze sul mal di schiena, nello specifico quelle secondo le quali una cattiva postura, la debolezza dei muscoli anti-gravitari e la presenza di un’ernia, siano la causa principale del dolore e in particolare del mal di schiena.

Oggi, continueremo il discorso della scorsa volta, estendendo l’analisi all’ernia del disco, alla Core Stability e ai collegamenti che può avere con il tuo Mal di Schiena.

 

Ernia del disco, protrusioni e altre anomalie evidenziate con la risonanza magnetica

 
Un’altra idea comune, o sarebbe meglio dire falsa credenza, è quella secondo la quale un ernia del disco o qualsiasi altro cambiamento degenerativo evidenziato con una risonanza magnetica, siano le cause maggiori del mal di schiena.

Molti specialisti erroneamente ritengono che queste alterazioni strutturali siano la causa del dolore e quindi consigliano l’operazione come soluzione al problema.
Ma anche qui, numerosi studi dimostrano, però, come queste alterazioni strutturali abbiano una scarsissima correlazione con il dolore ed in particolare col mal di schiena.

In un famoso studio scientifico (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8208267), numerose persone che non soffrivano di mal di schiena, sono state sottoposte ad una risonanza magnetica.
Incredibilmente il 52% di questi soggetti è risultato avere almeno un ernia del disco o altre alterazioni strutturali per le quali molto spesso si consiglia un intervento chirurgico.

Considerato questi risultati, gli autori dello studio hanno affermato che: <<la presenza di un ernia del disco o di una protrusione evidenziata con risonanza magnetica in persone che soffrono di mal di schiena molto spesso è semplicemente una coincidenza>>.

In un altro studio simile (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2312537), il risultato della risonanza magnetica effettuata su soggetti che non avevano mai sofferto di mal di schiena, ha evidenziato che almeno un terzo di loro presentava sostanziali anormalità strutturali della colonna vertebrale e il 20% di loro (di età inferiore ai 60 anni), aveva almeno un ernia del disco!

Ma non finisce qui, in un altro importantissimo studio (https://www.sciencedaily.com/releases/2010/03/100313115328.htm), effettuato su giocatori di hockey, che non soffrivano di alcun dolore, il 70% di questi aveva anormalità a livello del bacino e delle anche evidenziate con risonanza magnetica e il 50% mostrava danneggiamento del labbro acetabolare (l’ammortizzatore della testa femorale per capirci, sulla parte finale di inserzione dell’anca).

L’autore ha affermato che questo studio dimostra le limitazioni della medicina moderna, che molto spesso fa troppo affidamento al solo risultato che gli esami diagnostici dimostrano.

Le alterazioni, che compaiono nei risultati di una risonanza magnetica, non necessariamente significa che siano la causa del dolore e che necessitino dunque di essere trattate con un intervento chirurgico.

In uno studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15727883), effettuato su 44 volontari di età compresa tra i 20 ei 68 anni con nessuna storia di dolore al ginocchio, sottoposti a risonanza magnetica, si è visto che il 60% di loro presentava alterazioni in almeno tre delle quattro regioni del ginocchio ed hanno dunque spinto gli autori dello studio ad affermare che <<la degenerazione del menisco o il danneggiamento sono altamente presenti in soggetti completamente asintomatici>>.

Pazzesco!

Altri studi effettuati su giocatori di baseball e tennisti hanno evidenziato una grande percentuale (oltre il 70%) di lesioni al cercine e cuffia dei rotatori, senza la presenza di dolore.

Tutte queste alterazioni purtroppo oggi diventano indicative per procedere tramite un intervento chirurgico, anche se come abbiamo appena visto non hanno una correlazione diretta con il dolore.

Questo non significa che un ernia del disco, la rottura del cercine o altre alterazioni strutturali non possano, ovviamente, causare dolore.
Rifletti però su questo…nel caso del mal di schiena, se una così alta percentuale di persone in piena salute dimostra di avere un’ernia del disco quindi senza sintomi dolorosi, quale potrebbe essere secondo te la percentuale che sia questa a causare il tuo mal di schiena?

Se andiamo ad esaminare da vicino ogni singola articolazione del corpo umano molto probabilmente potremmo vedere che la maggior parte di esse presenta delle anormalità, quindi è sbagliato dedurre che qualsiasi “anomalia” venga evidenziata con la risonanza magnetica sia l’origine del dolore (le anomalie ossee sono la normalità! 😉 ).

Per maggiori informazioni riguardo la scarsa correlazione tra i risultati della risonanza magnetica e il dolore leggi anche l’articolo che trovi a questo link:
http://www.osteopata-roma.com/risonanza-magnetica-affidabile/

 

Core Stability e mal di schiena

 
Sul discorso Core Stability e la sua implicazione nel mal di schiena ho già scritto diversi articoli! http://www.osteopata-roma.com/mal-di-schiena-falsi-miti-mezze-verita/

Come ho già detto numerose volte, il punto in questo caso non è tanto se una buona core stability possa aiutare o prevenire il mal di schiena, questo è indubbio.

Il problema principale, semmai, è cosa si intende per Core Stability e soprattutto come sia possibile ottenerla.

È convinzione comune che una buona stabilità della colonna vertebrale si ottenga attraverso un programma di esercizi di rinforzo di tutti i muscoli che compongono il Core e che sostengono la colonna vertebrale.

Ecco, dunque, che in caso di mal di schiena vengono consigliati esercizi quali addominali, estensioni per rinforzare i lombari e attività sportive come nuoto e Pilates.

Purtroppo, devo dirti, ahimè, non è così che funzionano le cose.

La Core Stability è un processo dinamico e non statico, e dunque, comprenderai bene, che non si può ottenere attraverso il semplice rinforzo muscolare!

Quello che davvero importa è la sequenza di attivazione dei muscoli, che compongono il Core, e non la loro tonicità!

Avrai sicuramente sentito di culturisti che soffrissero di atroci mal di schiena e al contrario di persone molto esili, che, invece, non lamentassero alcun tipo di dolore?

Questo perché, ancora una volta, non è il tono muscolare in sé, a fornire la Core Stability, quanto piuttosto l’attivazione dei muscoli che partecipano a questo processo!

Uno dei muscoli principalmente coinvolti nell’attivazione del Core è il muscolo diaframma che attraverso la sua attività, scende verso il basso quando si contrae e genera pressione intra-addominale sufficiente per mettere in tensione i muscoli della parete addominale e anche quelli profondi della colonna vertebrale che stabilizzano le vertebre e sostengono i dischi intervertebrali.

In tutti quei casi in cui, attraverso un programma di rinforzo muscolare, ci sono stati effettivamente dei miglioramenti in termini di riduzione di dolore alla schiena, la conclusione più ovvia è stata quella secondo la quale il rinforzo della muscolatura superficiale ha in parte sopperito alla mancata attivazione della muscolatura profonda responsabile di stabilizzare la colonna vertebrale.

In pratica si è ottenuta una stabilizzazione vertebrale fittizia, che però al tempo stesso, a causa dell’eccessiva attività dei muscoli superficiali, limita i movimenti e riduce l’elasticità.

Il rinforzo muscolare in questo caso è una sorta di “palliativo”, ovvero una soluzione che non è in grado di fornire benefici a lungo termine in quanto non appena si interrompe il programma di rinforzo muscolare, cala il tono dei muscoli e di conseguenza si perde la stabilità con inevitabile insorgenza, nuovamente, del mal di schiena.

 

Conclusioni

 
Anche questa settimana hai compreso importanti verità sul tuo corpo e sulle incredibili dinamiche che spesso si verificano tra le tue ossa, i tuoi muscoli e la tua mente!

Moltissimi specialisti non sono pronti (o portati?), per cogliere queste sfumature così che spesso vengano effettuate delle diagnosi incomplete o addirittura errate.

Per continuare ad approfondire questo affascinante mondo, ti invito a seguire il mio blog, nelle prossime settimane troverai uno speciale regalo che ho pensato apposta per te!
 

DEDICATI ALLA TUA SALUTE 😉
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Dr. Christian Tonanzi
Osteopata, Fisioterapista e Docente.

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