Benvenuto in Osteopata Roma

Luca Sessa

 
Luca è un medico chirurgo che si è rivolto al dottor Tonanzi per risolvere un problema alla spalla che gli impediva di svolgere correttamente il proprio lavoro.

Il dolore, molto intenso e ben localizzato nella parte posteriore della spalla tra la scapola e la colonna vertebrale toracica, si irradiava nella zona del deltoide e lungo il braccio fino al gomito. Era particolarmente intenso, soprattutto durante la notte e a partire dalle prime ore del pomeriggio, dopo che il paziente aveva mantenuto una postura in chiusura delle spalle, postura che era solito adottare durante gli interventi chirurgici.

Il dolore, ormai presente già da diverse settimane, non accennava a diminuire, nonostante l’utilizzo di antinfiammatori, antidolorifici e decontratturanti.

A seguito della valutazione iniziale, la causa del problema è stata attribuita alla cattiva postura caratterizzata da un aumento della cifosi toracica e protrazione delle spalle che avevano causato l’insorgere di contratture muscolari a livello dei muscoli trapezi e romboidi.

Il trattamento integrato di Osteopatia Funzionale, in questo caso, è stato inizialmente mirato a ridurre la sintomatologia dolorosa attraverso l’utilizzo contemporaneo di manipolazioni vertebrali, tecniche di rilascio miofasciale, Dry needling, massaggio profondo e Tecar terapia.
 

Conclusioni

A partire dalla terza seduta il paziente ha riscontrato una notevole diminuzione del dolore, proprio durante le ore notturne, che gli ha permesso di tornare a riposare la notte e a svolgere il proprio lavoro senza problemi.

Sono state necessarie successivamente altre due sedute per migliorare la postura delle spalle attraverso tecniche di riabilitazione funzionale e nello specifico di Dynamic Neuromuscular Stabilization (DNS).

Anche in questo caso al paziente sono stati insegnati esercizi specifici da adottare per evitare nuovamente l’insorgere del problema nonostante le molte ore passate in posizioni anomale durante i suoi interventi chirurgici.

 

 


 

Jessica Ferlisi

 
Jessica ha contattato, su consiglio di un amico, la nostra clinica a causa di un fastidioso dolore cervicale associato ad una marcata riduzione dei movimenti in rotazione del Capo.
Il dolore era presente su entrambi i lati del collo e scendeva sulle spalle in particolar modo a destra.

Prima di rivolgersi al dottor Tonanzi aveva assunto medicinali antinfiammatori, senza però riuscire ad ottenere alcun risultato.

Durante la valutazione sono emerse alcune restrizioni articolari a livello del rachide cervicale associate ad ipertono dei muscoli pettorali, trapezi e scaleni.
La valutazione funzionale ha inoltre evidenziato un alterato controllo motorio dei muscoli stabilizzatori delle scapole con conseguente disfunzioni del movimento e atteggiamento in chiusura delle spalle.

La prima fase del trattamento integrato di Osteopatia Funzionale è stata mirata a ripristinare la corretta mobilità articolare attraverso manipolazioni vertebrali eseguite a diversi livelli della colonna cervicale e toracica e a ridurre l’ipertono muscolare con tecniche di rilascio miofasciale e Dry needling.

La successiva fase di riabilitazione funzionale è servita per ristabilire il controllo motorio dei muscoli scapolari e permettere la corretta sequenza di attivazione dei muscoli coinvolti in tutti i movimenti degli arti superiori.

Inoltre grazie ad una tecnica chiamata “Riflessi di locomozione” sono state eseguite delle stimolazioni cutanee per favorire il ripristino del corretto pattern respiratorio che prevede l’utilizzo del Diaframma durante la respirazione a riposo.

Sempre durante il primo trattamento, la terza fase ha incluso esercizi di allungamento dei muscoli che maggiormente causavano alterazioni posturali.

Al secondo trattamento, una settimana dopo il nostro primo incontro, la paziente riferiva già notevoli miglioramenti in termini di riduzione del dolore ed una aumentata mobilità del tratto cervicale.
 

Conclusioni

Al quarto trattamento, poiché Jessica non riferiva più alcun dolore ed era diventata autonoma nella corretta esecuzione degli esercizi di consolidamento e mantenimento, la paziente è stata dimessa.

 

 


 

Gioia Gualdrini

 
Gioia si è consapevolmente rivolta alla nostra clinica per poter risolvere un problema alla cervicale.

Il dolore era localizzato nella parte sinistra del collo e scendeva lungo la spalla e il braccio fino ad arrivare alla punta delle dita ed era comparso tre settimane prima del nostro incontro, associato a vertigini e ad un fastidioso mal di testa che colpiva la zona delle tempie e della fronte.

Questo problema l’aveva costretta a smettere di praticare una delle sue più grandi passioni: il nuoto.

Durante la prima visita, attraverso l’utilizzo di una serie di test ortopedici e neurologici, tenendo in considerazione anche le informazioni raccolte durante l’anamnesi ed in particolare i fattori che miglioravano o peggioravano la sintomatologia, siamo giunti ad una diagnosi di compressione della radice nervosa di C7 a causa di una protrusione discale a quel livello.

In prima seduta il trattamento integrato di Osteopatia Funzionale è stato mirato a ridurre la pressione sul disco intervertebrale attraverso mobilizzazioni e manipolazioni vertebrali, rilascio miofasciale e Dry needling sui muscoli flessori ed estensori del collo e della testa.

Particolare cura è stata dedicata per ristabilire il corretto pattern respiratorio ed evitare in questo modo l’utilizzo della muscolatura accessoria della respirazione che se contratta può aumentare le pressioni a livello dei dischi del rachide cervicale e limitare i movimenti del capo.
 

Conclusioni

La correzione del pattern respiratorio, sin dalla prima seduta, ha avuto effetti positivi anche sul mal di schiena del quale la paziente soffriva ormai da diversi anni.

A partire dalla seconda seduta è iniziata la fase di riabilitazione funzionale con lo scopo di riattivare la muscolatura profonda del rachide cervicale e nello specifico i muscoli flessori ed estensori del collo i quali hanno il compito fondamentale di stabilizzare le vertebre e ridurre i carichi sui dischi intervertebrali oltre che di generare la lordosi cervicale.

Alla paziente è stato anche insegnato il corretto modo di praticare in autonomia alcune di queste tecniche per le successive 3 settimane, tempo necessario per consolidare i cambiamenti sia posturali che funzionali.

A distanza di un mese, dopo 4 trattamenti, la paziente non avvertiva più alcun dolore al collo né lungo il braccio; anche i mal di testa e le vertigini erano sparite ed è stata in grado di riprendere l’attività sportiva da lei tanto amata.

 

 


 

Stefano Spada

 
Stefano è un giovane studente di 26 anni che si è rivolto alla nostra clinica a causa di un mal di schiena del quale soffriva ormai in modo quasi continuativo dal 2013.

Il dolore interessava tutta la fascia lombare e si irradiava anche nella zona addominale ed era spesso associato a fastidiosi crampi sotto la pianta dei piedi e ai polpacci.
Oltre al dolore, quello che più preoccupava il paziente era la tensione dei muscoli delle cosce e della schiena che lo faceva sentire rigido e limitato nei movimenti.

Prima di rivolgersi al dottor Tonanzi il paziente aveva già consultato diversi medici ortopedici, osteopati, fisioterapisti, chinesiologi e personal trainer senza però mai ottenere alcun risultato duraturo nel tempo.

In seguito ad una accurata valutazione sia osteopatica che funzionale è stata riscontrata una mancata di attivazione dei muscoli che forniscono stabilità alla colonna vertebrale, sia nel tratto lombare che cervicale, associata ad uno scorretto pattern respiratorio.

La mancanza di stabilizzazione della colonna vertebrale da parte della muscolatura profonda costringeva i muscoli della catena superficiale posteriore a rimanere in uno stato costante di tensione per sopperire a questa mancanza.

Questo causava però al paziente forti dolori di origine muscolare e perdita di flessibilità.

Durante la prima seduta, oltre la parte di terapia manuale finalizzata a ridurre l’ipertono muscolare e di conseguenza il dolore attraverso tecniche di Dry needling, manipolazioni vertebrali e IASTM, al paziente sono stati insegnati alcuni esercizi di auto-trattamento per ristabilire il corretto modo di respirare, per migliorare la propriocezione della caviglia e l’appoggio plantare e ripristinare l’equilibrio muscolare tra muscoli antagonisti, al fine di correggere le alterazioni posturali riscontrate a livello sia del bacino che delle spalle.

In accordo con il paziente le sedute si sono svolte con cadenza quattordicinale sia per dare modo al suo corpo di assimilare i cambiamenti che per andare incontro alle sue esigenze, considerando il fatto che veniva da Pescara.

In seconda seduta oltre alla terapia manuale è stata effettuata molta riabilitazione funzionale attraverso l’utilizzo di tecniche di Dynamic Neuromuscular Stabilization (DNS), per ripristinare gli schemi motori di base e permettere al paziente di tornare a muoversi in modo corretto ed evitare in questo modo recidive sia in termini di contratture muscolari che blocchi articolari.
 

Conclusioni

Dopo 4 sedute effettuate in un arco temporale di 5 settimane il paziente era completamente libero dal dolore con una mobilità articolare e flessibilità muscolare che gli permettevano qualsiasi tipo di movimento ma aveva soprattutto acquisito la consapevolezza riguardo sia le attività che le posture sbagliate che lo avevano portato a soffrire di mal di schiena per così lungo tempo.

Ha potuto inoltre riprendere l’attività sportiva che ormai da più di un anno aveva interrotto a causa del dolore.

 

 


 

Catia Millozzi

 
Catia si è rivolta alla nostra clinica su consiglio di un amico per risolvere un problema alla spalla che, purtroppo, si portava dietro da parecchi mesi.

Dopo essersi sottoposta ad una risonanza magnetica per investigare il motivo di un forte dolore nella parte laterale e anteriore della spalla destra, la paziente era stata sottoposta ad intervento chirurgico per ricostruire il tendine del sovra-spinoso e il cercine glenoideo.

Nei mesi successivi, però, nonostante si fosse sottoposta a numerose sedute di fisioterapia e abbia consultato anche diversi osteopati, la paziente continuava ad avvertire dolore alla spalla ed una forte limitazione funzionale che le impediva di alzare il braccio oltre i 90 gradi.

Catia si era anche sottoposta ad infiltrazioni di cortisone e acido ialuronico, su consiglio medico, con lo scopo di ridurre l’infiammazione, purtroppo senza riscontrare nessun miglioramento.

Questa problematica stava causando anche un forte impatto negativo a livello psicologico in quanto non le permetteva di svolgere alcuna attività sportiva e rendeva difficili anche le normali attività di vita quotidiana.

La prima seduta è stata incentrata in particolar modo sul disattivare i “trigger points” attivi e ridurre le aderenze miofasciali che provocavano dolore, sia localmente che lungo tutto l’arto superiore, fino alla mano e limitavano il movimento della spalla.

A tale scopo le tecniche utilizzate sono state il Dry Needling, l’IASTM e il massaggio profondo. Inoltre abbiamo migliorato la mobilità della colonna vertebrale sia a livello cervicale che toracico, attraverso una serie di manipolazioni osteopatiche.
 

Conclusioni

Al termine della prima seduta alla paziente sono stati insegnati alcuni semplici ma efficaci esercizi da eseguire a casa per migliorare la postura delle spalle.

Durante la seconda seduta oltre ad intervenire nuovamente sulle contratture muscolari e le restrizioni fasciali, si è passati alla seconda fase del trattamento integrato di Osteopatia Funzionale che prevede la riprogrammazione degli schemi motori con lo scopo di ripristinare la corretta sequenza di attivazione di tutti i muscoli responsabili del movimento della spalla.

Importante è stato anche ripristinare il corretto “Pattern respiratorio” per evitare un eccessivo utilizzo dei muscoli accessori della respirazione, alcuni dei quali sono coinvolti nel movimento della spalla.

Al termine della terza seduta, basata principalmente su mobilizzazioni passive e tecniche di riabilitazione funzionale, la paziente è tornata a muovere la spalla completamente e in quasi totale assenza di dolore.

La quarta e ultima seduta è servita per consigliare alla paziente una serie di esercizi di mantenimento da svolgere in completa autonomia per circa un mese al fine di consolidare i risultati e migliorare ulteriormente la mobilità della spalla.

 

 


 

Savelli Jacopo

 
Jacopo è un giornalista che si è rivolto al dottor Tonanzi per un fastidioso dolore alla scapola destra, che fin dal suo insorgere, circa due mesi prima, era andato gradualmente peggiorando fino quasi ad impedirgli di riposare correttamente la notte.

Il dolore peggiorava per qualsiasi movimento della testa ma in particolare durante la rotazione destra e durante l’estensione del capo.

Iniezioni di cortisone, assunzione di Oki e persino di Lyrica non avevano dato alcun beneficio.
La Risonanza Magnetica mostrava la presenza di anterolistesi a livello di C4/C5 e retrolistesi associata a discopatia a livello C6/C7.

Durante la valutazione osteopatica e funzionale la più grande problematica risultava essere una aumentata cifosi toracica con conseguente atteggiamento in chiusura delle spalle in avanti ed estensione del collo per mantenere lo sguardo sulla linea dell’orizzonte.

Questa postura così alterata aveva causato le problematiche evidenziate dalla risonanza magnetica e la formazione di numerosi “Trigger point” sui muscoli della spalla destra, dai quali aveva avuto origine il dolore avvertito dal paziente.

Il dolore di origine muscolare spiegava il motivo per il quale i farmaci assunti in precedenza, che mirano ad intervenire sull’infiammazione, non avevano dato alcun miglioramento.

Lo scopo del primo trattamento integrato di Osteopatia Funzionale è stato quello di disattivare i “Trigger point” attivi e ridurre il dolore attraverso l’utilizzo combinato di terapia manuale, Dry needling e massaggio profondo e strumentale tramite Tecar terapia.

Inoltre attraverso manipolazioni vertebrali a livello toracico è stata ristabilita una buona mobilità della colonna.

Non sono state eseguite manipolazioni cervicali a causa della presenza delle listesi e della discopatia che rappresentano una controindicazione proprio a tali tecniche.

Sempre durante il primo trattamento si è intervenuto per ridurre l’alterazione posturale delle spalle attraverso tecniche sia di rilassamento post isometrico dei muscoli pettorali che di tecniche funzionali per riattivare i muscoli scapolari e profondi del collo.

Al paziente sono stati insegnati alcuni esercizi da effettuare a casa nei giorni successivi al trattamento, per consolidare i risultati ottenuti durante la seduta.

Conclusioni

Già alla seconda seduta il paziente aveva riportato un netto miglioramento con una sostanziale riduzione del dolore, aumentata mobilità del capo e possibilità di riposare durante la notte.

Al terzo trattamento il paziente riferiva di non avvertire più alcun dolore ma solo un leggero fastidio associato ad una lieve sensazione di tensione che ancora non gli permetteva di muovere completamente la testa in tutti i gradi di movimento.

Il quarto ed ultimo trattamento si è basato semplicemente sul dare al paziente indicazioni precise riguardo gli esercizi di mantenimento e consolidamento dei risultati da effettuare per ancora 3 settimane, a casa, in piena autonomia, fino alla scomparsa completa di ogni fastidio e tensione muscolare.

 

 


 

Luigi D’Antonio

 
Luigi è un insegnante di Brazilian Jiujitsu che soffriva di un forte dolore alla spalla destra da circa un paio di mesi in seguito ad un allenamento di CrossFit.

Lamentava anche un mal di schiena esteso a tutta la fascia lombare, ma maggiormente sul lato destro.

Durante la valutazione iniziale sono state riscontrate importanti alterazioni posturali quali spalle curve in avanti, bacino in anteroversione, aumentata cifosi toracica e lordosi lombare, tutte dovute molto probabilmente ai diversi anni di attività sportiva eseguita a livello agonistico.

Il paziente presentava inoltre problematiche di controllo motorio alla spalla destra, ovvero mostrava completamente alterata la sequenza di attivazione dei muscoli che si inseriscono sulla scapola e permettono i vari movimenti del braccio.

Alterazioni sono state rilevate anche al sistema di propriocezione del piede e della caviglia destra, che causavano un aumento del tono muscolare lungo tutta la catena muscolare posteriore destra, riflettendosi, in ultimo, con il dolore alla schiena.

Il primo trattamento è stato finalizzato a ripristinare il corretto appoggio plantare attraverso tecniche di stimolazione senso motoria, la corretta mobilità della caviglia, del bacino e della colonna vertebrale in toto con tecniche di mobilizzazione osteopatiche.

Inoltre grazie all’utilizzo di IASTM e Dry needling è stato ridotto il tono muscolare sia a livello lombare che alla spalla destra.

Questo importante risultato ha significato, sin da subito, una maggiore mobilità e una sostanziale diminuzione del dolore in particolar modo a livello della spalla.

Sempre in prima seduta sono stati insegnati al paziente esercizi di stretching per migliorare la postura e alcune tecniche funzionali per ripristinare la corretta sequenza di attivazione dei muscoli scapolari.

Nelle successive quattro sedute, oltre alle tecniche di riabilitazione funzionale, IASTM e Dry needling sono state utilizzate tecniche di energia muscolare (MET) per migliorare l’elasticità muscolare.

Al paziente inoltre è stato insegnato ad utilizzare il muscolo diaframma per generare la corretta pressione intra-addominale e stabilizzare la colonna vertebrale. In questo modo è stato possibile evitare carichi eccessivi che avrebbero potuto danneggiare i dischi intervertebrali, in particolar modo durante i suoi allenamenti di lotta e di CrossFit.
 

Conclusioni

In totale sono stati effettuati 5 trattamenti al termine dei quali il paziente non avvertiva più alcun dolore.

 

 


 

Alessandro Colicci

 
Alessandro si è presentato nella nostra clinica per un problema alla spalla destra.

Il dolore era sopraggiunto ad Ottobre 2016 a seguito di un allenamento di CrossFit durante il quale aveva avvertito inizialmente solo un fastidio nella parte anteriore della spalla che poi nei giorni successivi era aumentato fino al punto da limitarlo in molte attività giornaliere e impedirgli di continuare i suoi allenamenti.

In particolare il paziente avvertiva dolore in tutti i movimenti ed esercizi che prevedano l’elevazione della mano e del braccio al di sopra della testa.

Prima di venire da noi Alessandro si era già sottoposto a 20 trattamenti di Tecar terapia, Laser terapia, massaggi e rinforzo muscolare. Aveva anche provato con una infiltrazione di medicinale, senza ottenere, purtroppo, nessun risultato in entrambi i casi.

La Risonanza Magnetica che aveva effettuato a Novembre 2016 mostrava segni di borsite sotto-acromiale e infiammazione del tendine sopra-spinato. Diagnosi confermata anche dopo la valutazione strutturale e funzionale eseguita dal Dott. Tonanzi.

Il trattamento integrato di Osteopatia Funzionale inizialmente è stato finalizzato a ridurre il dolore e a ridurre l’infiammazione attraverso l’utilizzo di Terapia manuale (Dry Needling, manipolazioni, IASTM), e strumentale.

Sempre durante la prima seduta, la seconda fase del trattamento ha avuto lo scopo di normalizzare l’equilibrio tra i muscoli antagonisti e la loro corretta sequenza di attivazione durante i movimenti di elevazione dell’arto. Questa fase è importante in quanto si interviene per correggere le disfunzioni del movimento conseguenziali all’insorgere del dolore e che se lasciate intrattate avrebbero potuto reiterare l’infiammazione e il dolore stesso.

Al termine di ogni seduta al paziente sono stati di volta in volta consigliati alcuni esercizi specifici e mirati alla sua condizione, per consolidare e amplificare i risultati che otteneva di volta in volta con il trattamento osteopatico e funzionale.
 

Conclusioni

Già al termine della prima seduta il paziente ha riscontrato un notevole miglioramento in termini di diminuzione del dolore ed aumentata mobilità della spalla.

In totale sono state effettuate solo 4 sedute di Osteopatia Funzionale con cadenza settimanale, al termine delle quali Alessandro ha potuto riprendere normalmente i suoi allenamenti di CrossFit, in completa guarigione e assenza di dolore.

 

 


 

Gianni Baudo

 
Gianni ci ha contattato per risolvere un problema di mal di schiena che ormai da molti anni lo affliggeva e gli impediva di svolgere appieno la sua attività sportiva di triatleta.

Il dolore che lamentava era maggiormente localizzato sulla parte destra della zona lombare e scendeva sul gluteo e lungo la parte posteriore della coscia dallo stesso lato.

Da quando il dolore era insorto il paziente aveva notato anche una marcata perdita di flessibilità, soprattutto nel movimento di flessione in avanti del tronco.

Il dolore era maggiormente presente al risveglio e quando si alzava in piedi dopo aver passato un po’ di tempo seduto in ufficio.

Durante la valutazione iniziale non sono state riscontrate grandi alterazioni posturali, ma in seguito ad una più accurata valutazione funzionale quello che è immediatamente risultato ovvio è stata una problematica di stabilità della colonna vertebrale.

Questa alterazione, definita di “controllo motorio”, costringeva in questo caso i muscoli della catena posteriore (in particolar modo a destra), a rimanere in uno stato di tensione costante per sopperire alla inefficienza dei muscoli che compongono il Core e stabilizzano in particolare il tratto lombare. Inoltre gli squilibri muscolari che si erano instaurati a seguito di questa alterazione causavano un’eccessiva compressione sull’articolazione Sacro-Iliaca di destra che di conseguenza risultava in disfunzione.

La diagnosi osteopatica al termine della valutazione è stata: “disfunzione del sistema di stabilizzazione della colonna e disfunzione dell’articolazione sacro iliaca di destra”.

Il primo trattamento integrato di Osteopatia Funzionale è stato finalizzato a ripristinare i meccanismi che forniscono stabilità alla colonna vertebrale. Una volta ristabilita la giusta stabilità alle vertebre e ai dischi intervertebrali del tratto lombare l’ipertono della catena muscolare superiore si è immediatamente ridotto e il paziente già al termine della prima seduta aveva riacquisito quasi la piena e totale flessibilità del corpo.

Attraverso tecniche di inibizione muscolare e Dry needling sono stati inoltre disattivati alcuni “Trigger points” presenti nei muscoli Psoas e Piriforme che, associati ad una manipolazione osteopatica sull’articolazione sacro iliaca, hanno generato una sostanziale riduzione del dolore, sia locale nella zona lombare che al gluteo e lungo la coscia.

Nell’ultima fase del primo trattamento sono stati insegnati al paziente alcuni esercizi di allungamento per i muscoli contratti e per la riattivazione di quelli inibiti, da fare a casa al fine di consolidare e amplificare i risultati ottenuti fino a quel momento.

Dopo il secondo trattamento al paziente è stato consigliato di riprendere l’attività sportiva per valutare sul campo i benefici ottenuti.
 

Conclusioni

Sono stati sufficienti 4 trattamenti per eliminare il dolore e permettere al paziente di tornare a svolgere qualsiasi tipo di attività quotidiana senza limitazione alcuna.