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Fascite plantare: come curarla!

Fascite plantare

La fascite plantare è un’infiammazione della muscolatura che origina in corrispondenza del tallone, attraversa tutta la pianta del piede e si inserisce alla base delle ossa delle dita.

Il dolore è di tipo acuto e pungente e viene avvertito soprattutto vicino al tallone ma può irradiarsi anche anteriormente sul lato interno del piede. Il dolore insorge con gradualità e viene avvertito principalmente al mattino, appena svegli, quando si appoggia il piede in terra. Può manifestarsi inoltre anche dopo lunghi periodi trascorsi in piedi o, viceversa, quando ci si alza dopo essere stati seduti a lungo.

Le cause della Fascite Plantare

Le cause possono essere molteplici, anche se tra le più comuni vi sono un’errata meccanica del piede o l’utilizzo di scarpe inadeguate.

Il piede piatto, così come un piede troppo arcuato, associati spesso rispettivamente ad una rotazione interna o esterna di tutto l’arto inferiore, comportano una sollecitazione eccessiva a carico della fascia plantare che poi a lungo andare si infiamma causando dolore.

Scarpe con suole troppo sottili, senza cioè un adeguato supporto plantare, oppure con tacchi troppo alti possono contribuire all’insorgere del dolore.

La diagnosi della Fascite Plantare

La diagnosi viene effettuata principalmente in base ai sintomi che riporta il paziente. Il dolore che aumenta con la pressione diretta alla base del tallone e si irradia sulla parte interna del piede, sono segni clinici specifici della fascite plantare.

E’ possibile anche riprodurre il dolore semplicemente estendendo le dita del piedi in modo da allungare la fascia plantare.

Il trattamento della Fascite Plantare

Il trattamento inizialmente deve essere finalizzato a ridurre il dolore attraverso l’utilizzo di Tecar, e in caso di spina calcaneare anche di Onde d’Urto. Al tempo stesso è necessario intervenire anche sulla causa del problema. Come abbiamo detto risiede spesso in una errata meccanica del piede ma anche in alterazioni a livello della catena muscolare posteriore, che si inserisce proprio a livello della fascia plantare.

Nel primo caso è fondamentale rimettere in asse il bacino per ridurre rotazioni interne o esterne degli arti inferiori. In questo modo si diminuisce lo stress a carico del piede e della fascia plantare.

Nel secondo caso è fondamentale ristabilire una corretta attivazione dei muscoli del core che hanno il compito di stabilizzare il tronco e il bacino. Se questa stabilizzazione da parte del core dovesse essere insufficiente questo comporterebbe una eccessiva attivazione della muscolatura della catena posteriore (glutei, flessori della coscia, gastrocnemi e soleo) provocando l’infiammazione della fascia plantare.

L’Osteopatia Funzionale

L’Osteopatia Funzionale in questo caso risulta essere particolarmente utile e risolutiva in quanto agisce sia a livello strutturale, attraverso tecniche osteopatiche per migliorare la meccanica del piede, che a livello funzionale, per riattivare i muscoli del core.

Il riposo è indicato durante il periodo di trattamento. Nel caso in cui ciò non fosse possibile, al fine di permettere al paziente di continuare a svolgere le proprie abitudini quotidiane senza però peggiorare il quadro clinico, si può ricorrere temporaneamente all’utilizzo di plantari o supporti speciali per il tallone.
 

RISOLVI IL TUO PROBLEMA!

 
Dott. Christian Tonanzi
Osteopata e Fisioterapista

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